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Presentazione
Signori e signore siete al Centro i benvenuti
da lontano o da vicino siete giunti.
Con noi venite insieme a festeggiare
la storia della santa siamo qui a rappresentare.
Della voce di un cantastorie ci serviremo
e nell'antica Sicilia rivivremo.
Per narrare di Rosalia la storia
della Santa in Palermo la vita e la gloria.
Dalla nascita al trionfo narreremo
con parole e musica ascolteremo
ciò che è tradizione e ricordo del palermitano
in antico dialetto siciliano.
E narrando il cantastorie comincerà
di Palermo e della Santa narrerà...
Rusulia
Santa Virgini amurusa
gigghiu
addivatu fustia all'acqui puri
la
discinnenza tua fu priziusa
di Carlo
Magno vinni Imperaturi
pi
essiri a dDiu la cilesti spusa
di 'ncelu
e 'nterra ci retti st'onuri
apposta
'nta stu munnu fu mannata
pi
essiri di Palermo l'avvocata
essennu
la Sicilia turmintata
d'indigni manigoldi e saracini
la santa
liggi vineva discacciata
di
chisti barbari indigni er'assassini
la Gran
Signura Maria Immacolata
pi
libbirari a nui di sti ruini
va
‘nsonnu nni Ruggeri ci ricia
parti e
va libira l'isula mia
partiu
Ruggeri a nomi di Maria
comu a
Palermu l'armata porta
lu
valuri e la spata sua c'avia
li
turchi e li saracèni discacciau
e iddu e
tutta la gran signuria
curti
riali 'nPalermu piantau
misi
assurdari sutta li banneri
omini
fòrti e valenti cavaleri
sennu a
Palermo lu Conti Ruggeri
una
sorella l'avia e la maritau
ci retti
pi spusu un bravu cavaleri
ca
Sinibaldi di nomu si chiamava
anticamenti fici li so schieri
e dDiu
na bedda figghia ci mannau
e pi
vuliri di l'Altu Missia
di
Sinibaldi vinni Rusulia
(Da "Canti Popolari Siciliani" di G. Pitrè)
Di Sinibaldo Rosalia è figlia bella
di bontà e altruismo è modella
E Baldovino che di lei si innamorò
a Re Ruggero la sua mano domandò.
Dopo che con coraggio e sempre all'erta
salvò da un leone il re da morte certa.
Ma Rosalia che uomo non guardava
devota a Dio alla madre insistente rifiutava.
E la madre con lei ragionava
del fasto che la sua scelta comportava.
Sposare Baldovino e Ruggero accontentare
per un domani la Sicilia governare.
Ma Rosalia tornava a rifiutare
e alla madre ripeteva che il Signore voleva sposare.
Al fasto e alla ricchezza rinunciando
rispondendo solo di Dio il comando.
Alla madre sempre così insistente
la figlia non può mostrarsi disobbediente.
Intanto il re e la regina contenti
si accingono a preparare i lieti eventi.
A Baldovino raccomandano di non essere più turbato
perché in breve tempo a nozze sarebbe andato.
E mentre dei preparativi del matrimonio è il momento
Rosalia si lascia prendere dal turbamento:
solo della Croce del Signore vede il dolore
che solo sposando Dio consacra il perfetto amore.
Così nella sua stanza Rosalia pregava
quando l'Angelo di Dio da lei arrivava.
Vestita di casa con libro e corona
andare via sarebbe stata una cosa buona
Ben pronta era a fuggire
e con l'angelo per lontano partire.
La sua verginità all'eterno padre viene consacrata
e sopra il monte a Gesù e Maria viene sposata.
Dal sacerdote della badia viene comunicata
all'amore di Dio resta affidata:
della sua grazia e bontà infinita
Rosalia scelse il Suo amore per tutta la vita.
Da santa eremita Rosalia comincia a vivere
scegliendo del vecchio fasto gli abiti non più vestire:
una tunica di grezzo lino sceglie di indossare
per il suo corpo meglio mortificare.
A Dio si vota sempre all'obbedienza
per condurre la sua vita nella penitenza.
Nel frattempo il re del matrimonio emozionato
rende il palazzo tutto illuminato:
amici e parenti sono invitati
e sulle tavole di fasto bandite cibi prelibati.
La regina in riposo fa un sogno premonitore
con un cavaliere della "fuitina" di Rosalia ha timore.
I camerieri il vestito a Rosalia vanno a portare
e nella stanza lei non è più a riposare.
Dopo tanto tempo trascorso a cercare al re
questa infausta notizia si va a riportare:
mentre univano Ruggero e Baldovino rabbia e furore
la santa pace si godeva Rosalia nel suo celestiale amore
Rosalia trascorre la vita nella grotta sua abitazione
a Monte Pellegrino tra preghiera e meditazione.
Nelle stanze della grotta senza incavare
al suo Signore adibisce un altare
Una balata per potere riposare
ed una pietra per la testa sua appoggiare.
Una fonte per potersi dissetare
e un crocefisso verso cui pregare.
Nella casa di origine della madre e del padre sì canta il dolore
nel commento di quel famoso sogno premonitore.
lì tempo scorre e arriva la morte
prima della madre e poi del consorte.
Un angelo la notizia a Rosalia va a riportare
nel dolore la Santa chiede a Dio di poter loro riabbracciare.
Nel grande abbraccio la madre la vede infervorata
della vita per Dio innamorata.
E Rosalia sola per la montagna in meditazione
dal demonio riceve tentazione
In diversi modi a lei si presentava
ma la cara Santa i cattivi pensieri scacciava.
Col crocefisso in mano la sua fede non vacillava
nel cibo e nella preghiera il suo corpo mortificava.
Tutti gli affanni e i vari patimenti
divennero dopo secoli lieti eventi.
Tra preghiera e di Maria l'apparizione
un giorno Rosalia da un angelo riceve un'annunciazione
"Rosalia presto ti devi preparare
che in cielo ti vuole Dio a riposare"
La Santa si senti nel cuore rallegrare
che i santi sacramenti si accinse a domandare.
Siccome non aveva nulla da confessare
il padre si apprestò a lei comunicare.
La benedizione riceve Rosalia
e presto si ritrova in agonia.
lì santo crocifisso al petto forte stringe
e all'eterno Dio l'anima si spinge.

Gli angeli dal cielo comandati
una statua in pietra e una fossa vengono fissati.
Quattro secoli or sono son passati
e di lei i resti non furon palesati.
Frattanto la città era tormentata
di peste e di morte era circondata.
Una strage si fece della umana gente
della Santa nel frattempo non si diceva niente.
Un accordo per questo male quietare
il Cardinale litanie e processioni fece fare.
Volle scoprire l'antico protettore
per scacciare il male ed il terrore.
Fra la gente un giorno sentì parlare
"Da Santa Rosalia fateci aiutare!"
Un pirriaturi si mise a rammentare
e della santa volle i ricordi far affiorare.
Fra sé e sé ricordò della Santa il successo
e a Monte Pellegrino con i figli fece accesso:
con la ferramenta si mise a scavare
notte e giorno senza i resti ritrovare.
Si ritrovava a Palermo malata
una dama da quindici anni a letto coricata.
Di notte in sonno la Santuzza la andò a trovare
e della guarigione promessa a riportare.
"lo sono la Verginella Rosalia
e venni a salvare te dalla malattia".
Le chiese di andarla al monte a trovare
per pregare e - della guarigione festeggiare.
Senza problemi la dama avrebbe trovato la via
per raggiungere e lodare Santa Rosalia.
Dalle pene e dall'affanno la donna si risveglia liberata
e presto a Monte Pellegrino sale grata.
Trovata la grotta e inginocchiata
subito dal sonno si lascia abbandonata.
In visione un angelo le lascia palesato
dove il suo corpo giace consacrato.
Dal sonno presto risvegliata
al pirriaturi arriva la chiamata.
E scavando nel luogo designato
il monumento viene così ritrovato.
Dopo quattro secoli passati
le ossa con la pietra trovano attaccati.
Il pirriaturi a Palermo la pietra scende
con grande animo ardente e gaudente.
lì cardinale richiede prove assai ben chiare
prima della Santa in Chiesa poter lodare.
La Santa dalla malattia miracoli rari assai faceva
alla gente che a lei nella preghiera si rivolgeva.
Un Saponaro una mattina salito per cacciare
dal monte Pellegrino di ritorno andava ad incontrare
una monaca vestita e di Santa Rosalia rivelata
del ritrovamento delle ossa dà notizia confermata.
Di fare un carro e condurlo fra la gente
in processione per la città sofferente.
La crudele peste passerà
e la città intera a lei grata resterà.
Il segreto mistero viene alla Chiesa svelato
ed il carro adibito nella città con zelo è accompagnato.
La gente trova guarigione dalla malattia
e dalla peste libera la città grida "w. Santa Rosalia".
Il Papa al miracolo decide Rosalia santificata
con cinque giorni di festino la festa è dedicata.
A monte Pellegrino una chiesa viene edificata
così nella grotta la gente è accompagnata.
Prega e ringrazia dei miracoli la Santa protetta
e devota la gente è tanta.
Con giubileo, onore e maestranza
nel festeggiare la gente mostra costanza.
Si va gridando per tutta la via
Insieme tutti "W Santa Rosalia".
E per chi è palermitano "gridasse cu'mmia:
Dicemu tutti W Santa Rusulia!"

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