la famiglia: "piccola chiesa domestica"
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Don Salvatore era innamorato del Signore, sentiva e viveva l'amore del Signore. Come icona particolare di questo Amore presentava l'amore coniugale: Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò. Genesi 1,27 Don Salvatore sentiva in modo particolare la "santità" della famiglia ed ad essa ha dedicato la sua azione pastorale con intelligenza e passione missionaria. Per questo celebrava il Sacramento del matrimonio con una notevole partecipazione emotiva che riusciva a comunicare agli sposi ed ai fedeli, che desiderava attenti e partecipi. Una volta ci disse: sono particolarmente contento! questa settimana ho celebrato due "bei" matrimoni! Gli sposi di cui aveva benedetto le nozze li seguiva nell'avvio della loro vita coniugale e spesso si recava da loro divenendone un punto di riferimento, soprattutto negli inevitabili momenti di difficoltà. Ogni anno, nel giorno dedicato alla Sacra Famiglia, voleva incontrare tutti gli sposi di cui nell'anno aveva celebrato le nozze dando loro un segno della sua attenzione. In Cattedrale ha costituito un gruppo famiglie, che con lui ha seguito un cammino lungo dieci anni.
La testimonianza di Rosita esemplifica nella esperienza del suo vissuto come Don Salvatore, da Sacerdote, viveva la famiglia come "piccola chiesa domestica".
"Vorrei
cogliere l'occasione di queste pagine per potervi raccontare della mia, seppur
breve, INTENSA esperienza con Padre Napoleone. La prima volta che lo vidi avevo
9 anni e facevo parte dei bambini della parrocchia Mediatrice a Villa Tasca.
Ricordo con quanta impazienza aspettavamo il termine della S. Messa per poterlo
andare ad abbracciare in Sacrestia e lui non esauriva mai i suoi sorrisi per
noi.
Quando
lasciò la nostra parrocchia trascorsero tanti anni in cui ci siamo persi di
vista. Un giorno, in occasione del matrimonio di una ragazza di mia conoscenza,
che si tenne in Cattedrale, ero insieme al mio fidanzato e cercavano qualcuno
che potesse confessarci. Fulvio ci disse che Padre Napoleone era pronto a farlo.
Quando mi vide gli chiesi subito se si ricordava di me che avevo ormai 24 anni,
lui mi disse: "certo che mi ricordo, sei sempre
bellissima
con questi tuoi occhi e questo tuo sorriso!". Era la prima volta che un
uomo mi rivolgeva un complimento in modo tanto spontaneo, mi sembrò che
certamente si riferiva a ciò che aveva visto dentro di me!
Durante
la Confessione mi disse delle parole determinanti nella crescita del rapporto
con il mio
fidanzato ed altrettanto fece con lui. Entrambi ci siamo sentiti attratti
dall'amore gratuito che quel Sacerdote infondeva nei nostri cuori e decidemmo di
far
benedire
da lui le nostre nozze.
Mio
marito entrò subito nel suo cuore. Don Salvatore si meravigliava del fatto che
quando ci diceva di farci sentire verso una data che lui stabiliva in base ai
suoi impegni, mio marito lo chiamava esattamente il giorno prima di quella data.
Fu così che in un anno e mezzo lui divenne per noi un fratello maggiore. E fu
sempre lui che nel giorno della Madonna dello scorso anno volle pranzare a casa
nostra insieme ai nostri genitori.
Lui
che conosceva tanta gente, che si dedicava a tante persone quel giorno volle
trascorrerlo con noi. Mi sentii lusingata! L'ultima volta che fu a cena da noi
mi disse che ero brava a cucinare e al termine mi chiese del formaggio per cui
lui andava matto Mi disse che dopo
il 10 Novembre desiderava venire a mangiare la pizza insieme a Fulvio, ma quel
10 Novembre non venne più!
Ho
avuto notizia della sua morte solo qualche ora dopo: ancora oggi sono incredula,
riguardo i momenti che ho vissuto. Giuro che se non avessi visto il suo feretro
mai avrei potuto crederci! Spesso si lamentava con noi del fatto che aveva li
colesterolo alto, ma subito si metteva a dieta e non credevo che fosse un
problema tanto grave. A noi diceva che doveva tutelarsi perché 47 anni era un'
età a rischio per il cuore. Come se lo sapesse!
Quest'evento
ci ha lasciato ancora più con l'amaro in bocca perché in quei giorni doveva
darci una risposta: Lui desiderava tanto che io e mio marito avessimo dei figli
e quando da alcuni esami è risultato che le possibilità di averne erano basse
ci parlò di un ragazzo suo amico andrologo. Eravamo in Cattedrale quando disse
a mio marito:"parlerò a questo ragazzo come se la cosa riguardasse
me!". Non abbiamo più saputo se arrivò mai a parlarci. Ho letto di un
Dott. Giacomo a cui aveva detto di incontrarlo in Cattedrale ma noi non abbiamo
mai saputo nemmeno il suo
nome.
Un
giorno , poco dopo la sua
scomparsa l'ho sognato. Mi diceva che si era accordato
col Padre Nostro che prima avrebbe finito ciò che qui aveva iniziato
e poi
lo avrebbe raggiunto definitivamente.
I giorno in cui si è celebrata la messa in onore del suo
trigesimo ho avuto la certezza che lui su questa terra ci da ancora delle
risposte. Infatti abbiamo ritirato gli esami di mio marito che sono risultati di
gran lunga migliorati!
Padre
Napoleone ci manca comunque tanto! Ogni angolo della mia casa mi ricorda lui: la
sedia a cui sedeva a tavola, il divano, gli angoli della casa che ha percorso
quando l'ha benedetta. Tutto parla di lui. Ma soprattutto parte di lui è dentro
ognuno di noi!
Rosita |