Annuncio e testimonianza
Ripercorrendo in questi giorni gli anni, che il Signore mi ha fatto dono di vivere lavorando assieme a Don Salvatore in Parrocchia, in cui i momenti di entusiasmo si alternavano a quelli di delusione, nella mente e nel cuore si impone l'esperienza da me fatta di un uomo che aveva la Grazia di vivere e di farti vivere il Cristo incarnato ed il Cristo risorto.
La sua capacità di annunciare la Parola, rendendola prepotentemente viva all'ascoltatore, non era abilità oratoria o sfoggio di cultura, ma testimonianza del suo sentire e del suo agire, pur con gli inevitabili inciampi di chi è in cammino verso la Salvezza.
Il modo semplice, ma incisivo, con cui portava Cristo nel cuore della gente era la dimostrazione concreta di quanto non è Cristo ad essere in difficoltà nella società di oggi, ma i modi di essere dell'annuncio e della testimonianza, come spesso faceva notare.
Il sottolineare i verbi nella Scrittura quali imperativi ad essere come il Padre ci vuole era l'invito pressante ad interpretare ed a vivere la nostra vita secondo Cristo.
Ma soprattutto il Cristiano doveva essere certo dell'amore del Padre per le sue creature ed essere segno di questo amore. Il suo è stato un instancabile invitare e guidare alla scoperta ed alla accettazione dell'Amore del Padre.
Chi ha avuto benedetto da Don Salvatore le sue nozze porta nel cuore la ricchezza di un amore umano che lui presentava trascendente i suoi limiti terreni per farsi segno del grande amore di Dio per gli uomini e per la sua Chiesa.
Per Don Salvatore occorreva che il Cristiano comprendesse ciò che nel disegno di Dio é: vivere nella terra nella Luce del Signore.
Tutta la sua azione apostolica era figlia di questo "progetto" ed a me sembra opportuno raccontarla con le sue parole, quelle che ha usato durante la recente visita Pastorale del nostro Cardinale Arcivescovo Salvatore De Giorgi, il 28 aprile del 2001
T.C.
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brani
tratti dalla RELAZIONE
PER LA VISITA PASTORALE
Il saluto all'Arcivescovo
Con
piacere Le rivolgo, carissimo padre arcivescovo, il saluto affettuoso
dell'intera comunità cristiana della parrocchia della cattedrale: dei
presbiteri che qui viviamo, a favore del popolo di Dio, il ministero della
grazia che ci è stato affidato, dei fratelli e delle sorelle che in vario modo
partecipano al munus profetico, sacerdotale e regale dell'unico Signore,
al quale ogni giorno affidiamo il nostro impegno e la nostra fatica apostolica,
coltivando il desiderio che lui abiti nel cuore di ogni uomo chiamato a
diventare della sua statura di uomo perfetto e di tutti i presenti che ringrazio
sentitamente.
La
nostra comunità cristiana coltiva l'immenso desiderio di essere nel 'qui e ora'
di questa parte della Città e della nostra santa Chiesa, che le confidiamo
amiamo infinitamente, quel sale evangelico che dona il sapore del cielo alla
terra; quella luce che attinge dal Risorto per orientare ogni uomo, ferito dalla
debolezza, al Cristo, fulgore di Dio; quel lievito che mischiato con la farina,
che è l'umanità che qui vive, la fermenta riempiendola generosamente dello
Spirito di Dio.
La
ringraziamo per la Sua visita. Il suo ministero 'episcopale', cioè di amabile
custode, di vigile sentinella, come ebbi ad augurarLe nella veglia di Pentecoste
di tre anni or sono, di sapiente operaio della Vigna del Signore, ci ricorda e
ci fa chiedere al Signore con il salmista: Tu, pastore di Israele, ascolta: volgiti, guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna, proteggi il ceppo che la tua destra ha piantato, il germoglio che ti sei coltivato...
fa'
splendere il tuo volto, Signore e noi saremo salvi.
Consideriamo
questa Sua visita e questa Sua presenza tra noi e con noi un significativo
momento ecclesiale: ci è data infatti la grazia di fare una particolare
esperienza di Chiesa. Siamo qui tutti: il vescovo, i presbiteri, i fedeli laici
per interrogarci sul cammino che abbiamo fatto, accompagnati dal Signore, ma
soprattutto sulla strada che, una volta individuata, dobbiamo fare, attenti allo
Spirito di Dio, per portare a maturità la nostra comune fede e ogni uomo a
Cristo unico Salvatore.
Questo
pomeriggio che ci introduce alla domenica di 'Simone che dichiara il suo
infinito amore al Signore', abbiamo solo un desiderio: 'raccontare' a Lei, sia
pur brevemente la nostra storia cristiana. D'altra parte 'raccontarsi' è
pervenire alla reciproca conoscenza: perciò ci presentiamo così come siamo,
per non tradirci e non riconoscerci, se eventualmente per superbia facciamo
altrimenti. Le diremo in verità il nostro impegno apostolico perché lo
confermi, Le diremo le nostre difficoltà perché ci aiuti, per quanto Le è
possibile, i nostri desideri e le nostre speranze perché le sostenga con la sua
preghiera di primo orante tra di noi. Indubbiamente accoglieremo ogni sua
esortazione, sapendola densa di carità per il popolo che il Signore Le ha
affidato e che è propizia realtà per pervenire, servendolo notte e giorno, a
quella santità, alla quale assai spesso, e giustamente, quasi eco della Parola
del Padre, Lei ci invita.
La Cattedrale.
Nella
sua prima omelia nell'anniversario della dedicazione della cattedrale, il 4
giugno 1996, ci ricordava che essa, la cattedrale, è "la storia di un
popolo che cammina nel tempo, nel ricordo del passato ma proiettato verso il
futuro: sempre all'ombra della cattedrale, che nella pietra, nel legno e nel
marmo porta scolpite le tracce indelebili fascinose e a volte misteriose di
quella storia, inscindibilmente legata alla presenza del pastore, così come è
legata a quella della sposa la sorte dello sposo".
E
il suo predecessore nel centenario della costruzione della stessa cattedrale
scriveva nella lettera pastorale Andiamo alla casa del Signore che
"essa ci unisce nella stessa fede, speranza e carità e ci associa con
tutti coloro che attraverso i secoli tra le sue mura hanno pregato portando al
Padre di tutti le loro lacrime, le loro speranze e il loro canto di lode. La
cattedrale, casa del popolo cristiano, è simbolo in pietra del tempio
spirituale fatto di pietre vive che è la Chiesa di Dio, che egli si è
acquistata con il sangue prezioso del suo Figlio". Ci è sembrato opportuno iniziare con le parole del nostro Arcivescovo e del suo predecessore per richiamare la funzione e il significato della Cattedrale.
... Sicuramente la bellezza della cattedrale gualteriana incanta il visitatore, onora il cristiano palermitano. ... Ma questo non porta in secondo ordine un tratto che rimane peculiare di ogni chiesa, e nel nostro caso della cattedrale, e cioè il suo essere luogo di preghiera.
...
La
cattedrale è una parrocchia. E se non mi sbaglio da tempo immemorabile. Ha
dunque un suo territorio, ha una sua popolazione che secondo l'ultimo censimento
è di circa 3000 abitanti.
Nel
suo territorio, essendo centro storico, troviamo molte chiese, ed alcune di esse
sono regolarmente aperte al culto. Ciò evidentemente comporta una difficoltà
nella costituzione della parrocchia, come comunità. Certamente lo spazio non ha
una sua fondamentale rilevanza, però è inutile nasconderlo, questo, il
radunarsi nello stesso luogo, nella stessa ora, per lo stesso motivo favorisce
il senso di appartenenza alla parrocchia come comunità propria, ma al contrario
sviluppa quello dell'appartenenza a quella chiesa e per lo più per motivi
affettivi. Ma la cattedrale essendo 'chiesa della città' per molti è parrocchia di elezione, anche per motivi affettivi. Questa la riteniamo ricchezza che non intendiamo perdere, ... . E noi ci sentiamo onorati di essere parrocchiani 'atipici': infatti mentre siamo impegnati nelle attività di una normale parrocchia cittadina e del centro storico; tuttavia a questo normale impegno apostolico si aggiunge un tratto peculiare che appartiene solo noi e che riteniamo un onore e una grande responsabilità: servire in cattedrale l'intera comunità diocesana. In alcune occasioni la nostra esperienza parrocchiale deve lasciare spazio a quella più ampia ed arricchente della Chiesa palermitana che qui si raccoglie attorno all'unico altare, per ascoltare e celebrare l'unico Signore di tutti. Anzi l'esperienza parrocchiale ci aiuta notevolmente in questo servizio. Da tempo, e non da ora, la cattedrale è davvero il centro della nostra Chiesa particolare. In questo senso desideriamo ringraziarLa perché l'essersi inserito in questo solco e l'averlo ulteriormente favorito, ci riempie di gioia.
La parrocchia e la sua vita di fede.
Fuori
dal monumento, abita e vive, spesso in case pericolanti e fatiscenti, con mezzi
economici scarsi, un popolo di battezzati, che a motivo di questo 'esistere nel
disagio ' talune volte non ha rispetto di sé, si lascia vivere, non ha voglia
di riscattarsi e di alzarsi da questa situazione, aspettando che sia l'altro a
risolvere il problema. Tuttavia troviamo tanta buona gente, che vive degnamente,
che lavora, che va avanti... In questo contesto evidentemente la fede, vissuta spesso in modo intenso come 'devozione ai santi' (non è un caso che ci sono diverse confraternite e che per la festa sono presenti in molti, o che offrono un pò del loro denaro), è partecipata in modo occasionale e nelle scansioni dei tempi della vita: il battesimo per la nascita di un bambino, la prima comunione nella fanciullezza, la cresima prima di sposarsi, il matrimonio per la regolarizzazione dell'unione sponsale.
Il 'progetto cattedrale':
(In
questo contesto) Il 'progetto cattedrale': una proposta semplice per far giungere il vangelo 'in un modo altro'.
Nel
febbraio 1994, ancora viva la grande emozione del martirio del carissimo don
Pino Puglisi, che tanti volevano etichettare come prete antimafia ma che in
verità del Vangelo aveva fatto fine e mezzo dedicandogli per intero tutta la
vita, abbiamo assunto, durante la visita pastorale del suo predecessore,
l'impegno di riscoprire il gusto del Vangelo e del cristianesimo quale scelta di
vita vissuta. In quella occasione, e oggi lo rinnoviamo, dicevamo: "... con
la politica dei piccoli passi, rispettando i nostri limiti personale e di
risorse materiali, stiamo dando vita al 'progetto cattedrale', progetto di
evangelizzazione, di santificazione e di promozione umana. Noi invochiamo il
Signore perché con il concorso di tanti uomini di buona volontà, si riesca a
portare il Cristo vivo nel cuore del popolo della parrocchia con la
testimonianza di un impegno a favore di quanti soffrono. Testimonianza fatta di
preghiera, di vita liturgica, di gesti e comportamenti concreti che diano
risultati tangibili".
Il
'progetto cattedrale' dalla sua nascita ad oggi è stato il modo con cui la
nostra comunità parrocchiale si è resa visibile nel territorio e alla sua
gente, ne ha assunto la responsabilità portando l'annuncio della fede a coloro
che vi risiedono e sono lontani da essa, facendosi carico dei problemi umani che
ne accompagnano la vita, per dare il contributo che la Chiesa può e deve
portare, in modo tale da essere dentro la società, non solo luogo della comunità
dei credenti, ma anche segno e strumento di comunione per tutti coloro che
credono nei veri valori dell'uomo.
Il
'progetto cattedrale' non si è aggiunto come associazione alle tante altre, che
spesso in modo disarticolato per motivazioni e obiettivi, risiedono e operano
nel nostro territorio. Vuole essere invece un impegno per il vangelo
concretamente vissuto, vuole essere un riferimento e un punto di integrazione e
sinergia per la ricchezza delle risorse disponibili.
La scuola di catechesi per la vita.
Conoscere
la Parola custodita dalla Chiesa, viverla perché si generi l'uomo nuovo in
Cristo, condurre all'esperienza del Signore attraverso i sacramenti è
l'ispirazione che fonda il dovere che la nostra comunità ha di evangelizzare.
La
scuola di catechesi per la vita si è strutturata in modo da accompagnare l'uomo
lungo tutto il cammino di realizzazione del piano di salvezza, predisposto dal
Signore per ciascuno di noi. Non più catechesi confinata a particolari momenti
della vita, la celebrazione dei sacramenti, ma catechesi per far pervenire alla
statura del Cristo e alla sua sublime conoscenza.
...
Obiettivo
unificante di tutti i corsi, secondo i linguaggi propri e le esigenze specifiche
delle diverse età e situazioni è annunciare la Parola, con l'ausilio del testi
approvati dalla C.E.I., condurre alla esperienza del Signore con la celebrazione
dei sacramenti, esortare alla pratica del vangelo con la testimonianza della
carità.
Coltiviamo
il desiderio di condurre con l'aiuto del Signore alla conversione dei cuori
oltre che curare la preparazione dottrinale; di far vivere i sacramenti e non
solo riceverli.
... Nel progetto di catechesi cerchiamo di coinvolgere tutta la comunità dei fedeli, ma prima di tutto i genitori che hanno assunto davanti a Dio l'inderogabile impegno di educare cristianamente i figli.
...
La promozione umana.
Consapevoli
come siamo che non vi è vera promozione umana fuori dal vangelo, tutte le
iniziative dei nostri gruppi di promozione umana sono programmate e realizzate
come strumento di catechesi sforzandoci di presentare e facendo vivere il Cristo
incarnato. Il mistero dell'incarnazione è il paradigma, il modello della nostra
opera apostolica nel nostro territorio:
come
Cristo ha assunto la nostra natura umana, così attraverso il nostro impegno
desideriamo assumere l'umanità che qui vive e tentare di ricondurla a Cristo,
il vero uomo.
*
La carità.
A
motivo della particolare situazione in cui si trova a vivere l'uomo in questo
nostro quartiere, che ancora rimane sfigurato nonostante il lento recupero
edilizio degli ultimi tempi, la nostra comunità è prepotentemente chiamata a
riscoprire e dunque a vivere la carità come attenzione premurosa e piena di
amore verso i più poveri dei nostri fratelli.
E
povertà noi ne abbiamo tanta! a volte non sappiamo come venire incontro a
problemi reali che necessitano di urgenti soluzioni. ... Riteniamo urgente
costituire un valido Centro ascolto Caritas parrocchiale o forse di quartiere,
almeno per il nostro 'Monte di Pietà' per le parrocchie cattedrale, S.
Ippolito, S. Stanislao. Già abbiamo preso contatti con la Caritas Diocesana per
suggerimenti e indicazioni.
*
La rinascita del Centro storico.
La
rinascita del centro storico potrà essere accelerata quanto più presto questo
spirito di carità animerà la gente che lo abita, e quant'altri hanno a cuore
questa stupenda parte di città e tormentata umanità. Fatichiamo a far capire
alla gente che il riscatto avviene non solo con gli aiuti esterni, pur
necessari, ma con una smisurata voglia di rinascita, di rispetto per se, di
autostima... Siamo convinti, e lo diciamo in vario modo e in tutte le
circostanze che la rinascita deve innanzitutto avvenire nella gente: allora le
strade saranno pulite e sicure, allora le case saranno risanate, allora si
creeranno opportunità di lavoro...
Tutte
le iniziative del progetto cattedrale in questi anni, anche quelle che hanno
avuto come mezzo il gioco e l'effimero, hanno avuto l'obiettivo di dimostrare
che il reciproco rispetto, la comunità di intenti, l'integrazione e la sinergia
di tutte le risorse disponibili, possono consentire il raggiungimento di
obiettivi anche ambiziosi.
Le
manifestazioni de Il Natale al Capo, il Carnevale al Capo, I riti della Passione
al Capo, l'Estate al Capo, Musica al capo, che hanno attirato l'attenzione della
città e dei mass media, sono state rese possibili, anche se in modo ancora
assai limitato, da questo spirito nuovo che stiamo cercando di creare.
Purtroppo
con amarezza dobbiamo riconoscere che il cammino è più faticoso di quanto
potessimo immaginare e soprattutto i giovani non riescono a maturare una
vocazione all'impegno e al cambiamento. Ma non lasciamo cadere le braccia!
...
*
L'infanzia.
Siamo
convinti che il futuro del Capo sono i bambini. A loro il nostro progetto, senza
velleità, dedica la maggior parte delle sue risorse.
...
L'attività
'Gioca Bimbi'
... persegue l'obiettivo di strutturarsi come una 'Casa Famiglia
diurna'.
*
Il Lavoro.
La
grande emergenza del Capo è la mancanza e la precarietà del lavoro, ad essa si
accompagna una gestione non oculata e parsimoniosa delle singole risorse
economiche familiari. L'arte di arrangiarsi è elevata a sistema, e i proventi
della piccola criminalità non sono visti come profitti illeciti, ma come
retribuzione di un lavoro a rischio. In questo contesto rileviamo che è
presente il commercio della droga e forme di usura più volte da noi denunciati
in momenti di aggregazione religiosa per le feste di quartiere.
In
questo contesto vivono anche famiglie oneste e decorose che nel duro lavoro,
spesso precario, trovano il sostegno per vivere con grande dignità. Noi
riteniamo che il mercato, il turismo e l'artigianato possano essere le grandi
risorse per lo sviluppo economico del nostro territorio. Per questo motivo
stiamo investendo molte delle risorse del 'progetto cattedrale' nella promozione
del quartiere con iniziative che vi richiamino palermitani e turisti in visita
alla città.
*
La scuola.
La
mancanza del lavoro è dovuta anche al basso livello di scolarità degli
abitanti del Capo, che proprio per questo sono tagliati fuori dalle nuove
professioni.
Pochissimi
frequentano le scuole superiori e quelle dell'obbligo vengono superate con
grande difficoltà e spesso per anzianità. Frequenti i casi di bambini di
scuola media che manifestato gravi difficoltà alla lettura.
La
collaborazione e le sinergie realizzate, poche in verità, tuttavia ci hanno
consentito di affrontare in modo più mirato un servizio di sostegno scolastico.
Inoltre la scarsa adesione ai corsi da noi istituiti per la alfabetizzazione
informatica è sintomatica della scarsa attenzione alle nuove tecnologie. Al
Capo però tanti posseggono il telefonino, l'antenna parabolica per la ricezione
satellitare... * La pubblica amministrazione.
In
un contesto in cui la politica è vista, vissuta e apprezzata come dispensatrice
di favori, anche quando si chiedono provvedimenti che rispondono a legittime
aspirazioni e dovute attese dei cittadini, l'obiettivo che ci siamo proposti e
per il quale lavoriamo è quello di essere da stimolo perché la pubblica
autorità si impegni ad essere realmente e fattivamente attenta all'uomo che qui
abita. Abbiamo cercato di farci portavoce delle istanze della nostra gente,
segnalando problemi, disfunzioni, ritardi, possibili aree di intervento... Alcuni di loro sono intervenuti ad appuntamenti da noi organizzati che hanno consentito di conoscere ancor meglio questa parte della città e di suscitare interesse e attenzione. ... Ci sembra quanto mai necessario maturare la capacità di impegnare la pubblica amministrazione a risolvere i nodi strutturali del quartiere che consentano qualità di vita degni dell'uomo creato ad immagine di Dio. Dobbiamo evitare che qualcuno possa considerare il nostro territorio per comode passerelle ed impegnarci invece perché chi ha delle responsabilità e dei poteri faccia rinascere al più presto, senza più ritardi, questa parte 'assai bella e ricca' della nostra città.
....
Chi opera nella parrocchia.
Da
circa dieci anni abbiamo costituito un gruppo famiglia che ogni
quindici giorni, la domenica sera si incontra e riflette su tematiche varie che
interessano la famiglia o la fede con un continuo confronto con la Parola del
Signore.
Grande
difficoltà ha la parrocchia nell'aggregare i giovani. Al disagio giovanile
specifico del nostro tempo, i giovani del Capo sommano quello di una scarsa
preparazione professionale, la mancanza del lavoro, la conflittualità dei
rapporti interpersonali, a volte violenti... Alcuni di loro sono gravati da
responsabilità, quali essere sposi e genitori, enormi e spesso insopportabili
per la loro maturità umana e possibilità economiche. Molti di Questi giovani hanno seguito la catechesi da piccoli in parrocchia, ma purtroppo per motivi diversi hanno successivamente abbandonato la comunità cristiana. Purtroppo la mancanza di spazi e quindi l'impossibilità di creare una vera e propria attività oratoriale che formi e faccia crescere bene, non consente alla parrocchia di sviluppare e seguire una metodologia di attenzione mirata ai singoli ragazzi.
Oggi,
dopo un lavoro di alcuni anni, che ha visto soprattutto impegnata l'associazione
sportiva, si è costituito in parrocchia un gruppo di giovanissimi che segue un
cammino di formazione umana e cristiana. Il gruppo è testimonianza di quanto
una problematica strettamente connessa alla loro età sia aggravata e resa
complessa da un tessuto sociale che ha perso i suoi equilibri e i suoi punti di
riferimento. In questo contesto si afferma l'impegno faticoso per gli educatori
e gli stessi giovanissimi. In un momento in cui la capacità di imporre i propri
egoismi sembra la regola di vita, ci sforziamo di condurre
questi nostri ragazzi, attraverso un semplice cammino di formazione a
ricercare e a riscoprire il vero senso
della vita. Non nascondiamo le difficoltà che incontriamo, tuttavia non ci
perdiamo di coraggio.
Le comunità religiose.
Riteniamo
la loro presenza un dono del Signore: esse infatti, con la diversità dei
carismi, ci richiamano costantemente il primato e l'assoluto del Regno di Dio.
...
12.
Conclusione.
Al
Signore promettiamo di camminare senza attardarci. Lo frequenteremo più
assiduamente, con la consapevolezza che senza di lui nulla è nell'uomo e il
nostro impegno apostolico potrebbe ridursi a un movimentismo mondano. Gli uomini
non hanno bisogno di mille e mille attività, necessitano ci sembra, della
sublime conoscenza del Signore, di incontrarsi con lui perché la vita e ogni
cosa abbia senso.
In
questo cammino ci aiuterà la sua lettera pastorale Parrocchia prendi il
largo, la terza parte della lettera apostolica Novo Millennio ineunte, la
parola che Lei ci donerà in occasione di questa visita.
Un
augurio formuliamo alla nostra comunità. Lo facciamo con una stupenda immagine
dell'Apocalisse di 5. Giovanni (22,2):
In
mezzo alla piazza della città e da una parte e dall'altra del fiume si
trova un albero di vita che dà dodici raccolti e produce frutti ogni
mese; le foglie dell'albero servono a guarire le nazioni. |