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Domenica 29 gennaio
Dal Vangelo secondo Marco (1,21-28)
In quel tempo, Gesù, entrato di
sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo
insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come
gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e
cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a
rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente:
«Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì
da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai
questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti
impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.
Le altre letture del
giorno:
Prima lettura: Dt 18,15-20
Salmo Responsoriale: Salmo 94
Seconda lettura:
1 Cor 7,32-35
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Lunedì 30 gennaio
Dal Vangelo secondo Marco
(5,1-20)
In quel tempo, Gesù e i suoi
discepoli giunsero all’altra riva del mare, nel paese dei Gerasèni. Sceso dalla
barca, subito dai sepolcri gli venne incontro un uomo posseduto da uno spirito
impuro.
Costui aveva la sua dimora fra le tombe e nessuno riusciva a tenerlo legato,
neanche con catene, perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma
aveva spezzato le catene e spaccato i ceppi, e nessuno riusciva più a domarlo.
Continuamente, notte e giorno, fra le tombe e sui monti, gridava e si percuoteva
con pietre.
Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi e, urlando a gran voce,
disse: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di
Dio, non tormentarmi!». Gli diceva infatti: «Esci, spirito impuro, da
quest’uomo!». E gli domandò: «Qual è il tuo nome?». «Il mio nome è Legione – gli
rispose – perché siamo in molti». E lo scongiurava con insistenza perché non li
cacciasse fuori dal paese.
C’era là, sul monte, una numerosa mandria di porci al pascolo. E lo
scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi». Glielo permise.
E gli spiriti impuri, dopo essere usciti, entrarono nei porci e la mandria si
precipitò giù dalla rupe nel mare; erano circa duemila e affogarono nel mare.
I loro mandriani allora fuggirono, portarono la notizia nella città e nelle
campagne e la gente venne a vedere che cosa fosse accaduto. Giunsero da Gesù,
videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato
posseduto dalla Legione, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto, spiegarono
loro che cosa era accaduto all’indemoniato e il fatto dei porci. Ed essi si
misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio.
Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo supplicava di
poter restare con lui. Non glielo permise, ma gli disse: «Va’ nella tua casa,
dai tuoi, annuncia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha
avuto per te». Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli quello che
Gesù aveva fatto per lui e tutti erano meravigliati.
Le altre letture del
giorno:
Prima lettura: 2 Sam
15,13-14.30; 16,5-13
Salmo Responsoriale: Salmo 3
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Martedì
31 gennaio - San Giovanni
Bosco
Dal Vangelo secondo Marco (5,21-43)
In quel tempo, essendo Gesù
passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed
egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro,
il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La
mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e
viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.
Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto
per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio,
anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da
dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare
le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì
nel suo corpo che era guarita dal male.
E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò
alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli
dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha
toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la
donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si
gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua
fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».
Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire:
«Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto
dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non
permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di
Giacomo.
Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che
piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La
bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori,
prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed
entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum»,
che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e
camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E
raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da
mangiare.
Le altre letture del
giorno:
Prima lettura: 2 Sam
18,9-10.14.24-25.30;19,1-4
Salmo Responsoriale: Salmo 85
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Mercoledì
1 febbraio
Dal Vangelo secondo Marco (6,1-6)
In quel tempo, Gesù venne nella
sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.
Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando,
rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza
è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani?
Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses,
di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro
motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i
suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo
impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro
incredulità.
Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.
Le altre letture del
giorno:
Prima lettura: 2 Sam
24,2.9-17
Salmo Responsoriale: Salmo 31
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Giovedì 2 febbraio -
PRESENTAZIONE DEL SIGNORE
Dal Vangelo secondo
Luca (2,22-40)
Quando furono compiuti i giorni della loro
purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il
bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge
del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in
sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge
del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che
aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo
Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima
aver veduto il Cristo del Signore.
Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il
bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo
accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui.
Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la
caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e
anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di
molti cuori».
C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era
molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo
matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si
allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere.
Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del
bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno
in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava,
pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.
Le altre letture del
giorno:
Prima lettura: Ml 3,1-4
Salmo Responsoriale: Salmo 23
Seconda lettura:
Eb 2,14-18
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Venerdì 3 febbraio
Dal Vangelo secondo
Marco (6,14-29)
In quel tempo, il re Erode sentì parlare di
Gesù, perché il suo nome era diventato famoso. Si diceva: «Giovanni il Battista
è risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi». Altri invece
dicevano: «È Elìa». Altri ancora dicevano: «È un profeta, come uno dei profeti».
Ma Erode, al sentirne parlare, diceva: «Quel Giovanni che io ho fatto
decapitare, è risorto!».
Proprio Erode, infatti, aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in
prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva
sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la
moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere,
ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e
vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo
ascoltava volentieri.
Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un
banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito
e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e
piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi
quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi
chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse
alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il
Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo:
«Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista».
Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle
opporle un rifiuto.
E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di
Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un
vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I
discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo
posero in un sepolcro.
Le altre letture del
giorno:
Prima lettura: Sir 47,2-13
Salmo Responsoriale: Salmo 17
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Sabato 4 febbraio
Dal Vangelo secondo Marco
(6,30-34)
In quel tempo, gli apostoli si riunirono
attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che
avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un
luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e
venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.
Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li
videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li
precedettero.
Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché
erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.
Le altre letture del
giorno:
Prima lettura: 1 Re 3,4-13
Salmo Responsoriale: Salmo 118
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