Cammino quaresimale 2019

Mercoledì scorso, col rito dell’imposizione delle ceneri, ha avuto inizio nella Chiesa Cattolica la Quaresima. Tempo centrale dell’Anno Liturgico, la Quaresima è un momento forte del cammino della vera conversione, ossia del ritorno a Dio, nel ricordo del Battesimo e in preparazione alla Pasqua, rispondendo al comando del Signore, “Convertitevi e credete al Vangelo”.

In questa prima Domenica di Quaresima consegno e propongo alla vostra attenzione il Messaggio per la Quaresima di Papa Francesco e quello del nostro Arcivescovo, Mons. Corrado Lorefice ed il programma delle iniziative e degli eventi nella nostra Parrocchia per il Periodo della Quaresima 2019.

il Parroco, Don Filippo Sarullo 

Il messaggio di Papa Francesco

Cari fratelli e sorelle,

ogni anno, mediante la Madre Chiesa, Dio «dona ai suoi fedeli di prepararsi con gioia, purificati nello spirito, alla celebrazione della Pasqua, perché [.] attingano ai misteri della redenzione la pienezza della vita nuova in Cristo» (Prefazio di Quaresima 1). In questo modo possiamo camminare, di Pasqua in Pasqua, verso il compimento di quella salvezza che già abbiamo ricevuto grazie al mistero pasquale di Cristo: «nella speranza infatti siamo stati salvati» (Rm8,24). Questo mistero di salvezza, già operante in noi durante la vita terrena, è un processo dinamico che include anche la storia e tutto il creato. San Paolo arriva a dire: «L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio» (Rm8,19). In tale prospettiva vorrei offrire qualche spunto di riflessione, che accompagni il nostro cammino di conversione nella prossima Quaresima.

1.  La redenzione del creato

La celebrazione del Triduo Pasquale della passione, morte e risurrezione di Cristo, culmine dell'anno liturgico, ci chiama ogni volta a vivere un itinerario di preparazione, consapevoli che il nostro diventare conformi a Cristo (cfrRm8,29) è un dono inestimabile della misericordia di Dio.

Se l’uomo vive da figlio di Dio, se vive da persona redenta, che si lascia guidare dallo Spirito Santo (cfrRm8,14) e sa riconoscere e mettere in pratica la legge di Dio, cominciando da quella inscritta nel suo cuore e nella natura, eglifa del bene anche al creato, cooperando alla sua redenzione. Per questo il creato – dice san Paolo – ha come un desiderio intensissimo che si manifestino i figli di Dio, che cioè quanti godono della grazia del mistero pasquale di Gesù ne vivano pienamente i frutti, destinati a raggiungere la loro compiuta maturazione nella redenzione dello stesso corpo umano. Quando la carità di Cristo trasfigura la vita dei santi – spirito, anima e corpo –, questi danno lode a Dio e, con la preghiera, la contemplazione, l'arte coinvolgono in questo anche le creature, come dimostra mirabilmente il "Cantico di frate sole" di San Francesco d'Assisi (cfr Enc.Laudato si’, 87). Ma in questo mondo l'armonia generata dalla redenzione è ancora e sempre minacciata dalla forza negativa del peccato e della morte.

2 . La forza distruttiva del peccato

Infatti, quando non viviamo da figli di Dio, mettiamo spesso in atto comportamenti distruttivi verso il prossimo e le altre creature – ma anche verso noi stessi – ritenendo, più o meno consapevolmente, di poterne fare uso a nostro piacimento. L'intemperanza prende allora il sopravvento, conducendo a uno stile di vita che vìola i limiti che la nostra condizione umana e la natura ci chiedono di rispettare, seguendo quei desideri incontrollati che nel libro della Sapienza vengono attribuiti agli empi, ovvero a coloro che non hanno Dio come punto di riferimento delle loro azioni, né una speranza per il futuro (cfr 2,1-11). Se non siamo protesi continuamente verso la Pasqua, verso l'orizzonte della Risurrezione, è chiaro che la logica deltutto e subito, dell'avere sempre di piùper imporsi.

La causa di ogni male, lo sappiamo, è il peccato, che fin dal suo apparire in mezzo agli uomini ha interrotto la comunione con Dio, con gli altri e con il creato, al quale siamo legati anzitutto attraverso il nostro corpo. Rompendosi la comunione con Dio, si è venuto ad incrinare anche l'armonioso rapporto degli esseri umani con l'ambiente in cui sono chiamati a vivere, così che il giardino si è trasformato in un deserto (cfrGen,17-18). Si tratta di quel peccato che porta l’uomo a ritenersi dio del creato, a sentirsene il padrone assoluto e a usarlo non per il fine voluto dal Creatore, ma per il proprio interesse, a scapito delle creature e degli altri.

Quando viene abbandonata la legge di Dio, la legge dell'amore, finisce per affermarsi la legge del più forte sul più debole. Il peccato che abita nel cuore dell'uomo (cfrMc7,20-23) – e si manifesta come avidità, brama per uno smodato benessere, disinteresse per il bene degli altri e spesso anche per il proprio – porta allo sfruttamento del creato, persone e ambiente, secondo quella cupidigia insaziabile che ritiene ogni desiderio un diritto e che prima o poi finirà per distruggere anche chi ne è dominato.

3. La forza risanatrice del pentimento e del perdono

Per questo, il creato ha la necessità impellente che si rivelino i figli di Dio, coloro che sono diventati “nuova creazione”: «Se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove» (2 Cor,17). Infatti, con la loro manifestazione ancheil creato stesso può “fare pasqua”: aprirsi ai cieli nuovi e alla terra nuova (cfrAp,1). E il cammino verso la Pasqua ci chiama proprio a restaurare il nostro volto e il nostro cuore di cristiani, tramite il pentimento, la conversione e il perdono, per poter vivere tutta la ricchezza della grazia del mistero pasquale.

Questa "impazienza", questa attesa del creato troverà compimento quando si manifesteranno i figli di Dio, cioè quando i cristiani e tutti gli uomini entreranno decisamente in questo "travaglio" che è la conversione. Tutta la creazione è chiamata, insieme a noi, a uscire «dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio» (Rm,21). La Quaresima è segno sacramentale di questa conversione. Essa chiama i cristiani a incarnare più intensamente e concretamente il mistero pasquale nella loro vita personale, familiare e sociale, in particolare attraverso il digiuno, la preghiera e l’elemosina.

    Digiunare, cioè imparare a cambiare il nostro atteggiamento verso gli altri e le creature: dalla tentazione di "divorare" tutto per saziare la nostra ingordigia, alla capacità di soffrire per amore, che può colmare il vuoto del nostro cuore.Pregareper saper rinunciare all’idolatria e all’autosufficienza del nostro io, e dichiararci bisognosi del Signore e della sua misericordia.Fare elemosinaper uscire dalla stoltezza di vivere e accumulare tutto per noi stessi, nell’illusione di assicurarci un futuro che non ci appartiene. E così ritrovare la gioia del progetto che Dio ha messo nella creazione e nel nostro cuore, quello di amare Lui, i nostri fratelli e il mondo intero, e trovare in questo amore la vera felicità.

Cari fratelli e sorelle, la "quaresima" del Figlio di Dio è stata un entrare neldesertocreato per farlo tornare ad essere quelgiardinocomunione con Dio che era prima del peccato delle origini (cfrMc1,12-13;Is,3). La nostra Quaresima sia un ripercorrere lo stesso cammino, per portare la speranza di Cristo anche alla creazione, che «sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio» (Rm,21). Non lasciamo trascorrere invano questo tempo favorevole! Chiediamo a Dio di aiutarci a mettere in atto un cammino di vera conversione. Abbandoniamo l’egoismo, lo sguardo fisso su noi stessi, e rivolgiamoci alla Pasqua di Gesù; facciamoci prossimi dei fratelli e delle sorelle in difficoltà, condividendo con loro i nostri beni spirituali e materiali. Così, accogliendo nel concreto della nostra vita la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte, attireremo anche sul creato la sua forza trasformatrice.

Dal Vaticano, 4 ottobre 2018

Il messaggio dell'Arcivescovo Don Corrado Lorefice

Carissimi Sorelle e Fratelli, donne e uomini della nostra amata Arcidiocesi di Palermo, nei vari carismi e nei vari ambiti in cui vivete nella Chiesa di Dio e nella terra degli uomini, operatori di bene, costruttori di pace, ricercatori di senso, a voi un fraterno augurio di “gioia piena” e di “vita in abbondanza”! È questa la promessa di Gesù di Nazareth, l’augurio che vi ho rivolto nella mia prima Lettera pastorale e che vi rivolgo di cuore all’inizio di questa Quaresima.

Il cammino quaresimale, infatti, è come una lunga inchiesta interiore, una via per sentire quanta gioia abbiamo nel cuore, quanta pienezza c'è nella nostra esistenza. È come se fossimo chiamati a domandarci se le strade che stiamo percorrendo portano al centro di noi stessi (e non alla dispersione dietro le cose: eccoildigiuno), alla relazione nutriente con gli altri (aperta e accogliente:l’elemosinacui ci invita il Vangelo), alla fiducia in Dio Padre (la preghiera, che non cerca ricompensa ma gode dell'incontro con la Sorgente stessa della vita). Siamo custodi della genuina felicità, ferita dall'autoreferenzialità generata dalla paura o dall'orgoglio, dalla dipendenza dal possesso e dal potere, dalle preoccupazioni vissute senza uno sguardo al Padre che conta anche ogni capello del nostro capo (cf Lc 12, 7).

Ecco, Sorelle e Fratelli, la Quaresima è il tempo in cui risuona la domanda posta al principio della storia dell’umanità tutta: “Adamo, dove sei?” (Gen 3, 9), che è come dire: “Dove stai andando? Verso dove inclina il tuo cuore?” Se la scontentezza, la delusione ci attanagliano come Adamo, se l’odio verso i fratelli ci impedisce come Caino di levare lo sguardo, se i nostri occhi sono fissi solo sulla terra, sulla nostra terra, allora è segno che dobbiamo metterci sulla strada che porta all’incontro. Siamo fatti per l’incontro. Per la sua luminosità, per la sua bellezza. Siamo fatti per lasciare il mondo della morte e dell’egoismo e aprirci alle doglie di un mondo nuovo. Perché anche la creazione geme e attende, ce lo ha ricordato Papa Francesco nel suo Messaggio quaresimale, con le stupende parole di Paolo: “L’ardente attesa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio” (Rom 8,19).

Lasciamoci dunque attrarre da Cristo. Colui che è stato trafitto per amore cerca i nostri occhi. Solo fissando gli occhi del Crocifisso, lì dove "si manifesta l'eros di Dio per noi" (Benedetto XVI) scopriremo quanto sia bello sentirsi guardati ed amati.

Solo nello sguardo rivolto al Crocifisso e nell’ascolto del dolore di Maria Addolorata, troviamo la ‘collocazione sicura’, la prospettiva da cui guardare noi stessi, gli altri vicini e lontani, i piccoli e gli ammalati, la Città che vogliamo costruire assieme, poiché una vita orientata verso il Signore, non è mai insensibile a quello che si vive nel cuore della Città. Allora ci accorgeremo di appartenere ad una patria più grande di ogni patria: la patria dell’amore dove si incontrano tutti coloro che vivono nell’orizzonte del Regno – credenti o non credenti che siano –, coloro che, pur distratti confusi o smarriti, nel profondo del cuore cercano nella bellezza nuova l’antica bellezza che è nostalgia e futuro. Perché il nostro cuore è e rimarrà inquieto fin quando vorrà riposare nella solitudine dell’egoismo e non nel suo Dio, nei suoi fratelli.

Guardando a Colui che abbiamo trafitto (cf Zc 12, 10; Gv 19, 37) scopriamo dunque il segreto del nostro essere. Quel corpo morto per amore e condannato ingiustamente continua a comunicarci il senso altissimo dell’umanità. Essa non si autodistruggerà fin quando guardando quel corpo si ricorderà che la vita si dona nell’amore, che il perdono vince l’offesa, che le braccia aperte verso tutti sono l’unica possibilità per non morire di fame. L’apertura radicale e non la chiusura miope sono l’essenza della nostra vita autentica. Quel corpo in croce è il punto luce inestinguibile in ogni notte della storia, nella notte della nostra storia. Guardiamo a Gesù. A Lui che da fratello di tutti si è fatto uomo sul serio, fino a sentirsi abbandonato, fino a sentirsi inascoltato dal Padre, ma infine consegnandosi a Lui, morendo fiducioso nel suo abbraccio. Spendiamoci come fraternità cristiana, come chiesa di Cristo, con generosità nella e per la vita del mondo, in una dimensione di memoria, speranza, mistero, accoglienza che narra e introduce all’amore di Dio.

Sorelle e Fratelli carissimi, questa Quaresima giunge a sei mesi dal nostro esaltante incontro con Papa Francesco, il 15 settembre dell’anno scorso. Riascoltiamo la sua voce, prestiamo ancora orecchio al suo messaggio siciliano: “Oggi abbiamo bisogno di uomini e di donne di amore, non di uomini e donne di onore”, perché “il bene è più forte del male, l’amore è più forte dell’odio”. Alziamoci allora, camminiamo assieme, attraversiamo il deserto del risentimento, della dispersione, del rifiuto dell’altro, e ritroviamoci tutti figli e fratelli, custodi della ‘Madre Terra’, della ‘Casa comune’.

Maria, la Madre del Crocifisso Risorto, accompagni il nostro cammino quaresimale e ci custodisca nel grembo dell’Amore.

, 1 Marzo 2019     +Lorefice - Arcivescovo

Centri di ascolto - Missioni Popolari

Anche quest’anno, nel tempo di Quaresima, vivremo l’esperienza dei centri di ascolto proposti dall’Arcidiocesi.

Tema generale per i centri di ascolto: PASSA GESU’, IL NAZARENO Lc 18,37

1° incontro:  Chi è prossimo Brano Vangelo di riferimento Luca 10, 25-37

2° incontro: Passa Gesù, il Nazareno Vangelo di riferimento Luca 18,35-19,10

3° incontro: Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro Luca 24, 13-35

LUOGHI, INDIRIZZI, DATE E ORARI
  • Locali Cattedrale catechismo - Piazza Vittoria, 12/A (accanto la Questura)Sabato 9 - 23 - 30 marzo ore 17.00 - Catechista: Suor Anna
  • Chiesa S. Giovanni Battista alla Guilla - Via Beati Paoli -Venerdì 15 - 22 marzo ore 21.00 - Catechisti: Suor Cenzina - Suor Barberina
  • Casa Manto Giacomo - Via Beati Paoli, 20 -Martedì 12 - 26 marzo - 9 aprile ore 21.00 - Catechista: Sem. Alessandro Imburgia
  • Casa Analdi Giovanna - Corso Vittorio Emanuele, 492Mercoledì 13 - 20 marzo - 3 aprile ore 20.00 - Catechisti: Francescane del Vangelo - Pagano Rosina
  • Casa Saeli - Vicolo Brugnò - Martedì 12 - 19 - 26 marzo ore 18.00 - Catechista: Pagano Anna
  • Casa Geraci Franca  - Via Maqueda, 226 - Mercoledì 13 - 20 - 27 marzo ore 16.00 - Catechista: Chinnici Rita

Attività Pastorali

 

6 marzo MERCOLEDI' DELLE CENERI

  • Ore 7.30 S. Messa e imposizione delle Ceneri
  • Ore 16.30 Liturgia di imposizione delle Ceneri per i bambini del Catechismo
  • Ore 18.00 S. Messa presieduta dall’Arcivescovo e imposizione delle Ceneri

25 - 28 marzo

  • Pellegrinaggio Diocesano a Roma per ricambiare la visita a Papa Francesco

 Domenica 10 marzo durante la S. Messa ore 09.45

  • Conferimento del mandato agli animatori dei Centri di ascolto

 Domenica 10 marzo ore 11.00 – 17.00

  • Ritiro gruppo famiglie - locali parrocchiali P.zza Vittoria accanto la Questura

Venerdì 15 marzo ore 17.30

  • Incontro di spiritualità del Gruppo Adulti di A.C. sulle tracce del messaggio per la Quaresima dell'Arcivescovo Don Corrado Lorefice. Incontro animato dal Seminarista Alessandro Imburgia

 Giovedì 4 aprile ore 18.30

  • Primo giovedì del mese - Adorazione eucaristica in Cattedrale

 Venerdì 5 aprile ore 21.00

  • Via Crucis interparrocchiale con partenza dalla Cattedrale e conclusione nella chiesa S. Giovanni Battista alla Guilla

Venerdì 12 aprile ore 21.00

  • Via Crucis cittadina con partenza da Piazza Massimo e conclusione in Cattedrale

Martedì 16 aprile ore 17.00

  • Via Crucis per i bambini del Catechismo

 VENERDI’ DI QUARESIMA 8 - 15 - 22 - 29 marzo / 5 - 12 aprile

  • Ore 17.00 S. Rosario; ore 17.20 Via Crucis; ore 18.00 S. Messa.

La Carità

L’attenzione per i poveri la viviamo per mezzo della Caritas Parrocchiale, alla quale è possibile devolvere le nostre offerte e i doni in viveri non deperibili. Durante la processione offertoriale delle celebrazioni domenicali sarà possibile portare:

prima Domenica di Quaresima: pasta, riso e biscotti;

seconda Domenica: olio di oliva o di semi, tonno, carne in scatola;

terza Domenica: piselli in scatola, legumi, mais, fette biscottate;

quarta Domenica: salsa e pelati di pomodoro, succhi, marmellata;

quinta Domenica: latte, zucchero, caffè e formaggi.

Le offerte in denaro potranno essere lasciate nella cassetta a muro con l’iscrizione Offerte per i poveri, posta tra le cappelle di S. Ignazio e del beato Pietro Geremia.

Fioretto in tempo di Quaresima (e non solo!)

PUNTUALITA’ ALLA CELEBRAZIONE EUCARISTICA DOMENICALE

     La Messa è composta da due parti, che sono la Liturgia della Parola e la Liturgia Eucaristica. Introdotta da alcuni riti preparatori e conclusa da altri, la celebrazione è dunque un unico corpo e non si può separare. La Messa incomincia con il segno della Croce. E per questo è importante prevedere di non arrivare in ritardo, bensì in anticipo, per preparare il cuore alla celebrazione.

Papa Francesco ci ricorda: «Non andiamo a Messa per dare qualcosa a Dio, ma per ricevere da Lui ciò di cui abbiamo davvero bisogno». Alla domanda sul «perché andare a Messa la domenica», il Papa dice: «non basta rispondere che è un precetto della Chiesa; questo aiuta a custodirne il valore, ma da solo non basta. Noi cristiani abbiamo bisogno di partecipare alla Messa domenicale perché solo con la grazia di Gesù, con la sua presenza viva in noi e tra di noi, possiamo mettere in pratica il suo comandamento, e così essere suoi testimoni credibili».

Il Programma della Settimana Santa in Cattedrale

DOMENICA DELLE PALME 14 aprile

  • Ore 8.45 - 9.45 - 18.00 S. Messe
  • Ore 11.00 S. Messa Pontificale presieduta dall’Arcivescovo

LUNEDI’  MARTEDI’ e MERCOLEDI’ SANTO15-16-17 aprile 

  • Ore 7.30 - 18.00 S. Messe - Durante il giorno è possibile confessarsi

 GIOVEDI’ SANTO 18 aprile 

  • Ore 9.30 S. Messa Crismale; ore 18.00 S. Messa In Cena Domini
  • Ore 22.30 Adorazione all’Altare della Reposizione, animata dagli alunni del Seminario Arcivescovile
  • Nel pomeriggio è possibile confessarsi

 VENERDI’ SANTO 19 aprile

  • Ore 7.30 Ufficio delle Letture e Lodi - Presiede l’Arcivescovo
  • Ore 18.00 Liturgia della Passione - Presiede l’Arcivescovo
  • Durante il giorno è possibile confessarsi

 SABATO SANTO 20 aprile

  • Ore 7.30 Ufficio delle Letture e Lodi - Presiede l'Arcivescovo
  • Durante il giorno è possibile confessarsi
  • Ore 22.30 Solenne Veglia Pasquale presieduta dall’Arcivescovo

 DOMENICA DI RISURREZIONE PASQUA DEL SIGNORE 21 APRILE 

Con questa speranza che il Signore Risorto ci dona, auguro a tutti una Buona e Santa Pasqua! 

 Don Filippo Sarullo, Parroco

 «Gesù, il crocifisso, è risorto! Questo avvenimento è alla base della nostra fede e della nostra speranza: se Cristo non fosse risorto, il Cristianesimo perderebbe il suo valore; tutta la missione della Chiesa esaurirebbe la sua spinta, perché è da lì che è partita e che sempre riparte».  Papa Francesco  

  • Ore 8.45 - 9.45 - 18.00 S. Messe
  • Ore 11.00 S. Messa Pontificale dell’Arcivescovo
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